TITOLO DEL POST: “la supposta Sanremese…”
Anche quest’anno il festival di SanScemo è preceduto da finte e ridicole polemiche pianificate e concordate al fine di creare aspettative e interesse, come sempre gli Italioti abboccano precipitando nell’ansia e, visto il contesto, ammorbano il loro fibrillare cantando la Tosca: “come è lunga l’attesa”, proprio così, la snervante attesa di sapere se Celentano andrà o meno all’Ariston. Ovviamente finisce a tarallucci, vino e un pingue bonifico da 750.000,00 Euro elargito per far sì che il 70enne possa promuovere il nuovo CD ad una vastissima platea, paradossale paradosso, il servizio pubblico sgancia soldoni ad un artista per dargli la possibilità di incrementare ulteriormente gli introiti grazie ad un marchettone galattico.
Il re degli ignoranti è anche il principe degli ipocriti, il conte dei populisti, il marchese dei qualunquisti nonché il barone della vanità. Il capo del clan è un fenomeno tutto Italiano, fuori dai confini non se lo fila nessuno se non qualche nostalgico di origine tricolore che ancora canta “24.000 baci” strozzolandosi nella vasca da bagno. In fondo gli riconosco il suo essere rappresentativo, un meridionale trapiantato a Milano che sgomita per conquistarsi uno spazio e si arricchisce soprattutto grazie ad una sequela di filmetti commerciali, senza smettere mai di fare il profeta dell’ovvio e il “diversamente” ecologista con tanto di pelliccia vera indosso, in questo non è certo l’unico. Il molleggiato arrugginito è più scaltro che talentuoso, un frutto periferico che conquista il super attico in centro e ivi rimane in pianta stabile, l’Italian dream, sicuramente è molto amato anche per questo. Ottimo gestore della propria immagine e popolarità, la sua esegesi la si legge in una vecchia canzone: “…in spiaggia ho fatto il pagliaccio per mettermi in mostra agli occhi di lei…”, l’attività non è cambiata ma la spiaggia si è trasformata in tv e la donna in Rai, un rapporto fatto di amore/odio, ripicche e dispettucci più o meno credibili che comunque alla fine lo vedono sempre vincitore.
Il problema non è Celentano, è la Rai che vive, finge di vivere, il duello con Mediaset come una gara di decathlon considerando il festival una delle discipline dove è obbligatorio arrivare in testa, costi quel che costi, infatti costa moltissimo però ai cittadini derubati da quella gabella chiamata “canone”. Facile dire che un simile gruzzolo avrebbe potuto, dovuto, trovare destinazione più sobria, il difficile è capire le motivazioni reali, occulte, nebbiose, che inducono l’emittente di Stato ad esborsi irritanti. Lo scorso anno, mentre imperversava il tornado bunga-bunga e l’uomo di Arcore era saldamente al potere, nella ridente cittadina Ligure più che il festival della canzone si è allestito un immenso festival de l’unità e dell’antiBerlusconismo, un presentatore comunista, un vincitore comunista con una canzone inno ed un ospite d’onore (Benigni) comunista (la fede politica di Morandi, Vecchioni e del toscano NON è una mia opinione), unica sbavatura l’esternazione di Andy Garcia su Cuba che ha raggelato il presentatore, forse l’ex accompagnatore di ragazzine mandate dalla mamma a prendere il latte auspicava una lode a Fidel, tanto per fare filotto. In questa edizione bisestile le cose stanno molto diversamente, un governo democraticamente eletto è stato costretto, da campagne mediatiche bugiarde, a cedere il posto ad un branco di licantropi diurni usurpatori che stanno dissanguando il popolo. In ogni dittatura che si rispetti l’indottrinamento delle masse passa anche attraverso l’esaltazione della banalità, compito affidato a soggetti molto terreni impropriamente etichettati come messianici portatori del verbo, chi meglio di Celentano a Sanremo potrebbe interpretare un simile ruolo??? Sotto questa ottica la prebenda pattuita si rivela essere addirittura taccagna.
Poiché questo è il Paese delle coincidenze, non quelle ferroviarie, il fato ha voluto che proprio mentre milioni di spettatori saranno rapiti dai predicozzi “pause e sbatter di ciglia” dell’attempato fricchettone, chi di dovere deciderà se alcuni componenti di questo esecutivo siano immersi oppure no nella tinozza del conflitto di interessi, bhe… un caffettino sull’esito lo scommetterei volentieri. Quelli che comandano, politici o tecnici, sono, combinazione, tutti dotati di una capacità più unica che rara, sfruttare diversivi e momenti di distrazione (bisognerebbe chiamarli depistaggi mediatici), per piazzare colpi gobbi.
Una volta il festival era una rassegna canora che mandava sul palco il top delle ugole, oggi, da tanti anni, si esibiscono giovani meteore (che fine hanno fatto i Jalisse vincitori?) e cadaveri riesumati, nel mentre dietro le quinte in costruzione si tiene un vero e proprio mercato delle vacche dove a trattare e contrattare ci sono discografici, politici, potentati Rai, agenti di star, sponsor e ambigui figuri, tutti, come sempre, pronti a barattare qualunque cosa in nome dell’auditel, cioè dei propri interessi. Questa piena di becerume è resa ancor più fetida dal pedissequo implodere di un servizio pubblico che, per svariati e poco nobili motivi, da quasi venti anni dilapida preziose risorse economiche per mandare in video giullari, saltimbanco, profeti, cazzari e guru da bar sport. Qualcuno resusciti Mike Bongiorno e ridia agli Italiani un festival della canzone, magari di qualità, di tribune politiche e tribuni del cazzo infilati a caro prezzo nell’intrattenimento ne abbiamo piene le palle. Aver invertito le priorità dirottando l’interesse pubblico dalle canzoni al santone di turno ha messo in moto un pernicioso meccanismo.
Il concetto di libertà d’espressione è aleatorio, consentire a certi personaggi di parlare in diretta a milioni di spettatori Rai rinunciando al diritto di essere informati sui contenuti (ho detto essere INFORMATI, non intervenire con tagli o modifiche), significa sottomettersi a capricci, pretese e velleità discutibili, stiamo parlando di un tizio che la sera prima di una consultazione referendaria, sempre in diretta, si è messo a dare indicazioni di voto violando la legge. “Ubi maior minor cessat”, si ma… chi sarebbe il “maior”???
Tullio Antimo da Scruovolo
TITOLO DEL POST: “L’altra faccia del naufragio…”
Intelligenza, sessualità e coraggio sono componenti dell’essere che non tutti possiedono nella giusta misura ma sui quali molti mentono, millantano, bluffano. L’inesorabile e niente affatto indulgente itinerario comunemente definito “vita” si arroga il diritto di testare presenza e portata di tali elementi, lo fa in modo perfido, mirato, più è grande il bersaglio mendace più è facile far centro. L’incessante e vasta eco che da venerdì sera si propaga dall’isola del giglio sull’intero pianeta reca seco il pesante fardello della vigliaccheria, codardia, pusillanimità, viltà, paura ed altri sinonimi tradotti in ogni lingua o idioma esistente, esportando disonore ed infangando quel popolo che dell’ardir per mari ne ha fatto storia.
L’incredibile naufragio del luna park galleggiante, concepito per mercificare piccoli segmenti di fasto e lusso ad esistenze monotone, ha prodotto e diffuso decibel mediatici capaci di sfondare porte di stalle e liberare il raglio delle teste d’uovo marcite nella improbabile cova dell’autocompiacimento. Agli atavici duelli interpretativi dei preposti si sono aggiunte le urla dei pensatori contro corrente che popolano la rete. L’ignoranza imperversa e disseta la paranoica velleità di giustificare l’ingiustificabile, perdonare l’imperdonabile e comprendere l’incomprensibile, molti non sanno che l’istinto di sopravvivenza tende a rendere tigri i conigli e non viceversa, altri hanno dimostrato di non capire la potenza responsabilizzante di certi ruoli tentando di umanizzare una reazione, a chi è responsabile della vita altrui non viene concessa l’opzione “reazione umana”. Il livello più basso lo si è raggiunto nel tentare di sminuire l’operato di un Ufficiale, il quale, nello svolgimento del suo dovere ha prodotto la prova regina che smaschera, inconfutabilmente, l’infamante fuga di un comandante spaccone e vanesio.
Altro fronte che tracima squallore è quello sul quale si sono recati gli sciacalli della comunicazione, divoratori di carogne che non hanno esitato a creare paralleli e paragoni tra il topo in fuga ed il loro bancomat politico. In particolare mi ha lasciato perplesso, in vero neanche più di tanto, l’editoriale dell’emaciato e spocchioso sorcio (sono ovunque) d’archivio che, come sempre, non vede o finge di non vedere chi gli sta un passo avanti, cioè il suo mentore, anche lui campano, anche lui spaccone, anche lui ricciolino e con la pancetta “pummarola e basilico”, anche lui in fuga da una nave ammiraglia all’accumularsi di cirri e nembi all’orizzonte.
Ho letto accuse e parole di biasimo nei confronti della consorte del fuggitivo rea di averlo difeso appellandosi alla dignità, probabilmente la Signora ha perso il treno del saggio ed opportuno tacere ma la sua accorata esternazione di pancia è molto più accettabile ed umana, questa sì, del blob idiota in piena espansione. Non ho sentito nessuno spendere due parole sul devastante macigno che è piombato addosso alla figlia adolescente, un trauma che lascerà tracce indelebili nella sua esistenza, il marchio di un cognome scomodo, soprattutto l’allucinante metamorfosi di un padre che in poche ore si è trasformato da uomo mito in vile individuo alla gogna.
Non è impresa intellettualmente titanica cogliere le differenze che distinguono un mestiere scelto, voluto, perseguito, da una occupazione intrapresa per sopravvivere e/o garantirsi una esistenza serena alleggerita da codici comportamentali e regolamenti estremi. Il fio da pagare per una carriera brillante, prestigiosa e ben remunerata come il diventare comandante di una nave, consiste proprio nel progressivo aumento delle responsabilità e nell’assottigliarsi delle alternative in caso di problematiche. Indipendentemente dall’onore, per molti un termine che dice poco, il protocollo impone ad un comandante procedure e comportamenti ai quali attenersi scrupolosamente, è questo che rende assolutamente inaccettabile, imperdonabile, gravissimo l’abbandono in questione.
Ho sempre condannato le sentenze aprioristiche, i processi mediatici e lo sbattere il mostro in prima pagina, per quanto mi riguarda, per la mia forma mentis, per la mia esperienza di vita, in questo caso non ho bisogno di giudici, chi vìola un codice d’onore non merita clemenza.
Tullio Antimo da Scruovolo
Signor Lele Mora,
Con questa missiva intendo esprimerle stima e ammirazione, nobili stati d’animo che non ho mai provato nei suoi confronti prima che le vicissitudini della vita la portassero dietro le sbarre. La mia natura di uomo riservato mi impedisce di apprezzare quel mondo fatto di ostentazione, lustrini, ricchezza di facciata e gloria passeggera che lei da sempre rappresenta e interpreta, forse dovrei dire “interpretava”. Lo status di detenuto ha fatto emergere il suo essere Uomo con la “U” maiuscola, “Uomo” nell’accezione più nobile del termine, quella che distingue dai meschini, dagli opportunisti, dai quaquaraquà di Sciasciana memoria e dalle larve pronte a barattare qualunque cosa per il proprio tornaconto. Negli stessi giorni in cui la “giustizia” di questo Paese scarcera pendagli da forca e teste da ghigliottina a lei vengono negati gli arresti domiciliari, nonostante abbia già patteggiato oltre quattro anni di pena, le motivazioni addotte lasciano sgomenti. E’ chiaro come il sole agostano che la “tortura” psicologica e fisica alla quale lei è sottoposto abbia una sola, unica finalità, indurla a sottoscrivere dichiarazioni compromettenti su “quella” persona, una strada in discesa verso la libertà già percorsa più volte da altri soggetti rimasti imbrigliati nella rete di una istituzione zelante e giustizialista solo su alcuni versanti. Lei è l’ennesima vittima di un apparato che anziché investire in tecnologia e formazione investigativa, preferisce prezzolare la delazione ed utilizzare le anguste celle delle galere come strumento di persuasione o massi per catapulte politiche. Le mie parole di elogio nascono proprio dal suo esimersi dal prendere “scorciatoie infami e infamanti”, cosa che acquisisce un valore aggiunto se contestualizzata al suo preoccupante deperimento fisico e psicologico, non solo, un suo eventuale suicidio non sarebbe addebitabile a nessun operatore della giustizia in quanto questi “lavorano” in regime di totale impunità, una deresponsabilizzazione che mal si concilia con quel termine che dovrebbe essere il loro faro guida, ossia: “giustizia”. Il suo modus vivendi l’ha resa carne di porco per gli affamati di moralismo new age e agnello sacrificale per quell’ara pagana, populista e demagoga, eretta da una corrente di pensiero paragonabile ad una cancrena sociale. E’ pacifico che lei debba saldare il debito espiando le condanne emesse a suo carico “in nome del popolo Italiano”, ci mancherebbe altro, non lo è affatto il come, considerando la natura dei suoi reati, ancor meno lo è la detenzione preventiva successiva ad una sentenza inappellabile. Sicuramente questa esperienza, qualora dovesse uscirne vivo, sarà stata foriera di mutamenti interiori ed avrà tolto l’otturatore dall’obiettivo grandangolare dandole la possibilità di vedere, in campo ampio, dove siano finiti tutti quei lacchè e personaggi, più o meno VIP, sempre pronti ad essere ospitati nelle sue regge, sgomitare per partecipare alle sue feste e accomodarsi alle sue gustose mense, per non dire attingere alle sue risorse economiche. Le auguro di tornare a casa quanto prima e di rimettersi rapidamente in salute, sia forte e non ceda a malsane tentazioni, rimanga vivo, non fosse altro per non dare immeritate opportunità di salvezza a coloro che dalla sua morte ne trarrebbero vantaggio, individui che non esiterebbero a scaricare sulla sua bara nefandezze di ogni sorta. A volte campare per far dispetto a qualcuno è un ottimo motivo, azzarderei dire un elisir di lunga vita.
Saluti sinceri
Tullio Antimo da Scruovolo
TITOLO DEL POST: “L’esercito della salvezza“
“Dottò, tengu lu nervu sciatico abburritato a lu femore”, con questa autodiagnosi che non esito a definire bucolica, la mia Colf si è prodotta in una spontanea metafora sofista di portata storica, credo che nessun politico, giornalista, opinionista o sociologo sarebbe in grado di esprimere in modo più figurativo lo stato di salute della nostra martoriata Italia. I banchieri impostori insediatisi ai posti di comando paiono proprio un nervo sciatico infiammato attorcigliato allo stivale, la fortuna sarà anche cieca ma sfighe e malattie hanno una mira da cecchino, infatti, come sempre, a deambulare zoppicando a denti stretti per sopportare il dolore saranno ancora gli stessi, poveri acclamati e candidati a divenire tali in un futuro prossimo venturo, anche i ricchi piangono ma le loro sono lacrime di gioia. Tranquilli, non c’è niente da temere, il 2011 passerà alla storia come l’anno degli “eserciti della salvezza”.
A febbraio una caccola del femminismo storico origina il “se non ora quando?”, un movimento dato alla luce dopo un frettoloso travaglio che gli procura alcuni handicap, infatti la pretesa è quella di SALVARE la dignità femminile attraverso la colpevolizzazione degli uomini avvezzi a condire cene con donzelle che sgomitano tra loro per offrirsi in tutte le salse. La puttana ha il diritto di prostituirsi ma l’uomo, moralmente parlando, non ha quello di usufruire, c’è qualcosa che non quadra, ma allora le meretrici con chi devono commercializzare il “vuoto a rendere”??? C’è qualche deficiente convinta che la geometria esistenziale tettonica e culonica da integrare all’arredamento l’abbia inventata Berlusconi??? Per assistere al “liquefarsi” di questo tentativo di SALVARE lo spirito è bastato aspettare le dimissioni del Cavaliere, l’ultima scampagnata prenatalizia del “se non ora quando?” è stato un fallimento totale, in termini di partecipazione e contenuti, persino le menti sinistre hanno steso un velo pietoso su questa ennesima strumentalizzazione politica che si alimentava solo con la Presidenza di Mister “B”.
Santoro & C. hanno continuato imperituri nella loro guerra personale contro Arcore erigendosi a paladini gravati dall’incombenza del dover SALVARE gli Italiani dal satana tricotrapiantato, il Micheluzzo sbaglia le previsioni e, affidandosi ad una ottimistica ipotesi di longevità politica del Berlusca, si mette a fare lo sborrone, come se i milioni di spettatori raccattati fossero suoi servi pronti a seguirlo ovunque. La7 lo manda a cacare e lui si inventa la multimedialità sincronizzata, parte bene ma accade ciò che non avrebbe mai voluto accadesse, Berlusconi si dimette ed i suoi accoliti iniziano a sfoltire i ranghi, adesso deve fare i salti mortali per SALVARE se stesso dall’oblio, le porte son tutte chiuse e il delirio di onnipotenza comincia a manifestare balbuzie Fracchiane.
Per lunghi mesi il tricoleso inzuppato nel sangiovese, alias Bersani, ci ha stressato, vessato la sacca scrotale urlando a gran voce che l’unica strada per SALVARE l’Italia e gli Italiani dalla crisi, dagli speculatori, dallo spread e dalla borsa crudele fosse il costringere Berlusconi a dimettersi. L’ex Premier si è dimesso ma dell’agognato “passo indietro” la crisi, lo spread, la borsa e gli speculatori se ne sono sbattuti la pellecchia alla grande, da ciò si evince che le intuizioni del Pierluigi altro non erano che delle emerite dabbenaggini. Anche lui adesso è impegnato nel salvare se stesso da una base elettorale “macellata”che vorrebbe alluvionarlo di sputi e modificargli il CX del lato B con energiche pedate.
Sempre nel 2011, la magistratura Olandese conclude una lunga ed approfondita inchiesta sulla pedofilia ecclesiastica, migliaia di bambini rovinati per sempre da preti che da SALVATORI si sono trasformati in laidi carnefici, Bagnasco fa lo gnorri e seguita a farsi i cazzi di una Stato sovrano che non gli ha affidato nessun incarico, il crucco si presenta in tv con paramenti dorati come un imperatore, quella specie di maxi cuppizello per le caldarroste che ha in testa è veramente ridicolo, da tamarro, il look del mago Otelma è più trendy, più fashion. I rappresentanti del SALVATORE crocifisso sfoggiano opulenza, ricchezza, potere e sparano minchiate senza soluzione di continuità, si sbattono per scantonare l’ici ed allungano le manine ben curate per questuare soldi e anime, ovviamente prima i soldi, l’anima si SALVA meglio dopo corposi bonifici e grasse donazioni.
Er mejo d’er mejo lo si raggiunge in autunno inoltrato, all’orizzonte fa capolino, come la bavosa di Luca Laurenti, il compagno Napolitano che con un colpo di mano da far schiattare di invidia il prestigiatore Silvan piazza a palazzo Chigi il Conte Monti con al seguito un codazzo di banchieri ematofagi. Il compito è una mission impossible, SALVARE l’Italia e gli Italiani, azz… pure loro??? Dopo innumerevoli riunioni, interminabili conciliaboli, il charter di superneuroni sforna la manovra SALVATRICE, un piano talmente arzigogolato e complesso da essere spiegato in poche parole: “per SALVARE il Paese dal baratro bisogna togliere ai poveri per dare ai ricchi, no, non date giudizi affrettati né lasciatevi andare in considerazioni superficiali, è con sommo rammarico che vi sottoponiamo a clisteri al vetriolo, non pensate neppur lontanamente che la cosa ci renda gaio il cuore, è una medicina amara che dobbiamo somministrarvi, PER IL VOSTRO BENE, dopo natale passeremo alla fase due, ve lo ficcheremo pure in bocca ma solo per SALVARVI dai morsi della fame.” Quanto sono umani i componenti della “Monti jazz bloody band”.
Già gli antichi Romani tassavano colonie e popoli per SALVARLI da altri invasori, ancora oggi si invadono e bombardano Paesi per SALVARLI da leaders “alternativi”. Milioni di Italiani sono stati costretti a far debiti per acquistare automobili più moderne in modo da SALVARSI dall’inquinamento, dobbiamo pagare la raccolta dell’immondizia dopo averla differenziata per SALVARCI ecologicamente ed ingrassare le aziende che la riciclano. Ci costringono alla moneta elettronica per SALVARCI dall’evasione e le mafie, siamo costretti a subire orde di clandestini per SALVARCI dal razzismo e dalla xenofobia, i ricchioni vogliono leggi ad personam per SALVARCI dalla omofobia, i promotori finanziari vogliono SALVARE i nostri risparmi e via andando per rotte infinite.
Da mane a sera ci imbattiamo in qualcuno o qualcosa che vuole SALVARCI da questo o quello, in tutta franchezza, viene da pensare che se il mondo fosse popolato da egoisti e menefreghisti vivremmo molto meglio. Iniziamo il nuovo anno dando vita ad una raccolta firme per promuovere una nuova legge: “la legittima difesa nei confronti dei SALVATAGGI coatti” .
“Dottò, tengu lu nervu sciatico abburritato a lu femore”, “ssssssssssssstt, non dire niente a nessuno altrimenti arrivano i SALVATORI e ti amputano la gamba buona, per il tuo bene”.
Tullio Antimo da Scruovolo
TITOLO DEL POST: “Jingle bells, jingle bells, jingle all the way…”
Che bello!!! E’ natale!!! Milioni di lampadine mignon illuminano le strade, gli addobbi natalizi colorano le vetrine dei negozi mentre quelle dei locali si concedono all’estro di pittori e pittrici on the road. Nei paesini sono già iniziate risse e duelli rusticani per accaparrarsi un ruolo primario nella rappresentazione del presepe vivente (quella che fa Maria quasi sempre ha una tresca col parroco). I centri commerciali brulicano di frettolosa umanità ansiosa di scrollarsi di dosso la tredicesima, manco puzzasse, tutti hanno sul volto l’espressione tipica di chi è sottoposto ad uno stress debilitante, non è mica vero, fa tanto snob fingere di subire le feste come una inevitabile, fastidiosa incombenza, in realtà nel loro intimo c’è un giullare che si scapicolla gioioso come un bimbetto sulla neve.
“Tu scendi dalle stelle e vieni in una grotta al freddo e al gelo…”, fosse vero verrebbe da chiedergli: “ma chi te lo fa fare???”, soprattutto: “chi ti ha chiamato???” e poi ancora: “per quale motivo???”, misteri della loro fede. Comunque l’evento in questione è stato totalmente assorbito dal business che lo ha trasformato in un festival dei consumi e del superfluo, infatti Babbo Natale nasce vestito di verde, è stata la coca-cola a cambiargli il look dandogli i colori del logo. Credo che la perfidia delle genti trovi la massima espressione proprio nella più deplorevole usanza fatta metonimia, il regalo di natale, quale occasione migliore per togliersi qualche macigno dagli scarponi e infliggere sadiche delusioni??? L’apoteosi della cattiveria si sublima nel cosiddetto “regalo intelligente”, fisiologica evoluzione del “regalo utile”, elargizione di una “corazzata Potemkin” ad personam, ricordate Fantozzi nella sua esplosione di sincerità: “… è una cagata pazzesca…???” A far la voce grossa nell’elitario target del regalo intelligente c’è lui… sì, proprio lui, l’indumento intimo della mente… il LIBRO. Fortuna vuole che in molti posseggano, in campagna, in montagna o al mare, una casetta per week end e soggiorni vacanzieri con tanto di tavolaccio “barzocco” in tavernetta oppure un terreno scosceso dove piazzare l’ambaradan per consumare pasti all’aperto… l’intelligenza del regalo consiste nel donare un libro il cui spessore corrisponda esattamente alla zoppia del tavolo, metterlo in bolla è impresa impegnativa, un giusto volume ben rilegato lo stabilizza pure, cosi non si rovescia il vino sulla tovaglia e la nonna non si sbrodola la minestrina sul grembo.
L’evento presepiale vincola ad una penitenza culinaria contraria a quella quaresimale, una maratona da tavola vissuta come un calvario dai “dietanti” ad oltranza, allestire banchetti Luculliani per parenti vicini e quelli in arrivo da lontano è un lavoro immane che non può non essere gratificato, con buona pace di colesterolo, trigliceridi e glicemia: “oh Giacinto… sei così magro, è avanzata mezza vacca… dai mangiala… senza pane”, “c’è ancora un buiolo di purea, è un peccato buttarla, facciamo una cazzuolata a testa così la finiamo”. Seppur in quantità numerica inferiore rispetto a matrimoni e funerali, anche il natale è spesso occasione per rincontrare quel parentame riesumato che pare provenire da altri pianeti: “senti Filomena ma dove abitate voi si vede canale 5???”. Le coppie sposate hanno una sfiga in più, il dover passare la vigilia presso i parenti di un coniuge ed il natale da quelli dell’altro trasformandosi in cavie per un vero e proprio duello gastronomico a distanza tra consuocere, a far da digestivo… la cognateria. I ben informati dicono che santo Stefano sia stato creato proprio per vomitare liberatorie critiche feroci: “cara, scusa se te lo dico ma tuo fratello è sempre più scemo”, “sei tu che non lo capisci caro, piuttosto hai visto tua sorella? Grassa come è diventata dovrebbe smetterla di indossare i vestitini da cubista, è oscena”. Già, i vestiti, la messa di mezzanotte è un vero e proprio defilè con tanto di giuria popolare non accreditata ma “soprannominante”. Quel compianto geniaccio di Monicelli, nel suo capolavoro “Parenti Serpenti”, ha fotografato con un realismo stucchevole il natale vissuto da milioni di Italiani e non solo, è così in gran parte del mondo.
Altro luogo comune: “è natale, siate più buoni”, quest’anno tale monito più che dal papa ci viene urlato da Monti, il problema è che il neo-premier non intende la cosa a livello comportamentale, no, ci vuole più buoni come “tacchini” da servire alla tavolata dei banchieri famelici che già si leccano le labbra pregustandoci, forse non sanno che seguitando ad inerpicarsi in simil sentieri questo sarà l’ultimo natale in cui ci troveranno grassi e appetitosi, dal successivo dovranno accontentarsi di una tazza di brodo, tanto saremo pelle e ossa. Pensandoci bene… forse quella mezza vacca ed il buiolo di purea avanzati sarebbe meglio metterli nel congelatore, i nembi all’orizzonte non promettono niente di buono.
Più che gli auguri di circostanza, ai viandanti del web che passano da queste parti, farei una raccomandazione pratica, abbuffatevi, non pensate alla linea né ai valori delle analisi, ingozzatevi a più non posso come gli orsi in procinto di andare in letargo, ho la netta sensazione che il grasso in eccedenza quanto prima torni ad essere uno status symbol, “mala tempora currunt”.
Tullio Antimo da Scruovolo
TITOLO DEL POST: “il governo è contro l’amore…”
La mannaia di questo “governo salva Italia” produrrà degli effetti devastanti anche in quel territorio chiamato “amore”, “passione”, “sesso”. Prima che questi licantropi tornino nelle loro dorate residenze, attici in cima ai grattacieli delle banche, il limite dei pagamenti in contanti sarà ridotto a soli 100 Euro, fidatevi dello zio Tads, sarà proprio cosi, sono partiti da mille ma l’obiettivo reale è cento. Andrò a sviscerare in un futuro prossimo il perché di questa “violenza” economica, in questo post intendo solidarizzare e spezzare una lancia in favore di quella vasta popolazione che da codesta scellerata imposizione si vedrà negato il diritto di “amare”.
Con 100 Euro si fa poco/niente, non bastano neanche per una cenettina particolare, per un alberghetto tranquillo con tanto di parking imboscato, per un paio di scarpette sexy, per una parure di lingerie un minimo di classe. Di cose che luccicano neanche a parlarne, cosi come di week end rubati alla monotonia coniugale, prime teatrali in file decenti, concerti e magari pure un evento culturale, sportivo, ecc. ecc. L’immensa folla di amanti clandestini sarà crudelmente penalizzata dalla tracciabilità dovuta all’infame e moralizzatrice moneta elettronica.
Come faranno gli uomini sposati a sollazzarsi con le giovani amanti? Come faranno le mature “Signore bene” in fregola a placare i bollori pre-menopausa con aitanti stalloni in bolletta? Come faranno gli amanti, entrambi coniugati, a spossar le membra nella penombra di hotel ad ore? Eggià, sta roba del dover “strisciare” bancomat e card in ogni dove è una vera iattura. Chi lo spiega a John Giovedì e Bernarda che per combattere l’evasione fiscale bisogna smetterla di coitare? Che fine faranno i gioiellini di San Valentino? I mazzi di mimosa L’8 marzo? Le pellicce vinte alla lotteria del lattaio? Le 101 rose post “prima copula” ? E le bottiglie di champagne offerte alla donzella ammiccante nei locali?
Quale oscuro disegno bolle nelle menti dei padroni del mondo? Il crucco vestito di bianco è andato in Africa a dire: “il modo migliore per prevenire l’AIDS è l’astinenza”, i boiardi nostrani l’astinenza ce la impongono per legge, cui prodest un mondo di onanisti, forse alle produzioni di film hard? L’adulterio non è più un reato, perché punirlo, seppur di sponda? Sicuramente i primi ad ingrassarsi saranno gli avvocati, chissà quanti divorzi scaturiranno da negligenti “strisciate” nel pos, è notorio, al cuor non si comanda, men che meno agli smottamenti inguinali.
Non è assolutamente assurdo ipotizzare un significativo calo dell’economia di settore, gli amanti spendono, spendono anche molto, l’indotto è particolarmente sviluppato e produttivo. Sicuramente nessuno sarà disposto a rinunciare a certi piaceri né al reddito che questi portano, ergo, si creeranno sistemi illegali per aggirare l’ostacolo, l’evasione in certi ambiti aumenterà, cosi come il lavoro nero, annessi e connessi compresi. Il modo più rapido per incentivare la trasgressione è vietarla, limitarla, inibirla, renderla problematica.
Trattasi di problema serio, i dati statistici parlano chiaro, sono milioni e milioni gli /le assaggiatori/trici delle altrui mense da talamo, “caritas Eros urget nos”. Tornerà in auge l’amor platonico oppure, molto più realisticamente, a vincer la guerra sarà ancora una volta la fantasia degli arrapati???
Tullio Antimo da Scruovolo
TITOLO DEL POST: “Monti in Fiore…”
Fiorello ingozza di viagra l’auditel mandandolo in Priapismo da post-week end con un programma di intrattenimento strutturato secondo antichi criteri televisivi, una scaletta “vintage” che dovrebbe insegnare a molti l’utilità del “giocare piazzato”. I soliti intellettualoidi, criticoni, mass-mediologi, tele-sociologi e pseudo-artisti affogati nella pozza dell’ossimoro “rinnovamento stantio”, hanno preso ad accusare, più o meno velatamente, il guitto Siciliano di sguazzare nel nazionalpopolare, una mensa mediatica che sfama i poveri di spirito. In vero questi “masticatori di aria” ignorano la vera causa del successo dello show, i 12milioni di telespettatori danno un segnale forte, in politichese si chiamerebbe “voto di protesta”, da un simile share si evince che moltissimi Italiani si sono rotti i coglioni di assistere, da quasi 20anni, all’antiBerlusconismo televisivo, da mane a sera, su quasi tutti i canali, ci si imbatte in critiche, denigrazioni, ingiurie e ridicolizzazioni dell’ex Premier. Non se ne può più. Le opinioni negative nei confronti di Fiorello consistono proprio nel non concepire il successo di una trasmissione che non sia incentrata sull’insulto all’uomo di Arcore. La conferma a questa tesi la si trova nei dati di ascolto dei format “antiB”, dopo le dimissioni tutti in calo, a cominciare da Santoro. Con quello che ci sarebbe stato da dire l’ultima puntata di Ballarò si è occupata dell’ICI, l’unico argomento che in qualche modo poteva portare attacchi a Berlusconi, per una infinità di volte Floris ha ripetuto: “prima l’abbiamo tolta e adesso la rimettiamo, è stato giusto toglierla?”. Caro Floris, avresti dovuto chiederti se sia giusto rimetterla, sarebbe stata una domanda dotata di maggior senso.
L’amore degli Italiani per Fiorello fa da contrappeso al disinteresse generale nei confronti di questo governo imposto violando la più elementare regola democratica, la sovranità popolare. Il Signor Monti ha chiamato a raccolta banchieri e luminari per combattere la crisi con strategie circensi, cioè tasse, tagli, ulteriore penalizzazione nei confronti di dipendenti, commercianti, artigiani, pensionati, lotta all’evasione e bla bla bla… Praticamente quello che avrebbe potuto fare un “Trota” qualsiasi. Ad onor del vero una novità l’ha proposta, l’abbattimento a 300 Euro dei pagamenti in contanti (un decimo rispetto al limite Francese e Tedesco), motivazione ufficiale: “contenere l’evasione e creare problemi economici alle mafie”. Dunque, evasori e malavita ci metteranno ben poco ad aggirare l’ostacolo, questo provvedimento serve solo ad arricchire ulteriormente le banche, ottimamente rappresentate in quel di palazzo Chigi, nonché a creare strati sociali di emarginati. La moneta elettronica forzata da un limite cosi basso ridurrebbe al minimo i costi delle agenzie sul territorio e porterebbe ad un impressionante sfoltimento del personale bancario, ergo creerebbe disoccupazione. Ci dica, il governo, quali istituti di credito metteranno card, bancomat e assegni in mano a disoccupati, lavoratori in nero, protestati, falliti, cattivi pagatori, prestatori di mano d’opera giornaliera e tutto quel mondo del lavoro sommerso che sfama famiglie ma viene respinto dalle banche.
Esimio, Illustre, Professor, Dottor, Gran Visir… Mario Monti, nell’era degli “Assange” è sufficiente fare una cliccata qui ed una cliccata là per capire da quale mondo lei provenga e quali interessi la coinvolgano, non ci prenda per il culo affermando che il suo governo non è al servizio dei poteri forti, non siamo cosi idioti come, evidentemente, lei possa credere. Quando ha citato Spadolini dicendo: “i premier passano i professori restano”, intendeva forse dire che non saranno certo i prossimi primi ministri a togliervi l’osso Italia dalla bocca??? Mi faccio portavoce di quei milioni di cittadini che da tempo si pongono alcuni quesiti:
1) Questo Paese ha quasi 8.000 km di coste, un clima mite, bellezze naturali uniche al mondo, è la Patria della storia, dell’arte, della cultura, è leader nel mondo a livello enogastronomico… il turismo potrebbe essere la colonna portante del PIL, per quale credibile ragione non si investe in questa direzione??? Si creerebbe benessere, sviluppo, occupazione, invece anche su questo fronte siamo molto indietro, perché non si assume lei la responsabilità di intervenire in modo incisivo, strutturale e lungimirante in questo settore???
2) La prostituzione è un business da miliardi di Euro, quantità oceaniche di soldi che vanno ad alimentare organizzazioni criminali, il mercato delle schiave, l’annichilimento della dignità, non solo, all’imbrunire migliaia di strade si trasformano in “terra di nessuno” dando vita ad un vero e proprio coprifuoco costringendo i residenti ad immeritati arresti domiciliari. Una prostituzione fuori controllo sanitario è di fatto un problema sociale. Cosa si aspetta a legalizzarla e tassarla??? E’ meglio un simile scempio oppure un mercato del sesso dove il concedersi a pagamento è solo ed esclusivamente una scelta personale scevra da imposizioni e violenza??? Perché una escort di lusso che incassa 15/20.000 Euro al mese deve rimanere sconosciuta al fisco??? Regolamentare questa attività significa “civilizzarla”, in base a quale morale catto-comunista si tollera questo fenomeno??? Chi ci guadagna in questo schifo??? Prima che qualche spaccamaroni si presenti qui a fare paralleli con gli stupefacenti… la droga fa male, il sesso fa bene, lo dice la scienza.
3) Le coop rosse immettono sul mercato prodotti e servizi allo stesso prezzo delle industrie, perché devono avere sostanziose agevolazioni fiscali??? Il consumatore non trae nessun vantaggio da questa corsia preferenziale, il Dedalico labirinto fatto di normative e contro-normative può tranquillamente essere modificato, a parità di introiti ed utili i posti di lavoro dovrebbero rimanere gli stessi, che senso ha trasferire sulla collettività gli sgravi contributivi di queste realtà imprenditoriali??? La sinistra ha sempre dichiarato di non percepire fondi dalle coop, bene, ci crediamo, eccome se ci crediamo (si fa per dire)… allora si comunichi alla Nazione il destino degli utili reali.
Molti anni addietro un economista di caratura mondiale disse che l’Italia è come un calabrone, una negazione della fisica, constatato il rapporto peso/grandezza delle ali non si capisce come riesca a volare, Professor Monti, liberi l’Italiano che c’è in lei e stupisca il pianeta con iniziative veramente coraggiose, magari partendo dai tre punti sopra menzionati, in fondo, se lei non rappresenta i poteri forti ed è lì per risolvere in modo strutturale le nostre problematiche… chi glielo impedisce??? Il parlamento le ha dato carta bianca (anche qui si fa per dire), qualora non lo facesse e rimanesse, come pare, ancorato al mungere sempre la solita vacca ormai anoressica… Lo zio Giulio ci ha insegnato che a pensar male si fa peccato ma spesso la si indovina. Dimenticavo, non si faccia più sorprendere dai fotografi con i pizzini di “Enrico LeCCa” in mano, lo sappiamo che il PD ama gli inciuci ma il vederlo cosi platealmente ci infastidisce.
Tullio Antimo da Scruovolo
TITOLO DEL POST: “le urla dei colpevoli…”
Nella interminabile sequela di anomalie Italiche l’ultimo anello della assurda catena che si è andato ad aggiungere in questi giorni è certamente il più inquietante. Una sostanziosa parte dei cittadini festeggia la caduta della democrazia e accoglie a braccia aperte un dittatore arbitrariamente posto al comando in barba alla più elementare delle regole civili, la sovranità del popolo.
Uno dei più incisivi, dovrei dire “canini”, lupi mannari della finanza mondiale si appresta a “farci la festa”, per meglio sentirsi a suo agio, come una star, si porta dietro il team personale composto dai compagni di merenda della Bocconi, il suo feudo, fucina di predatori incravattati e dai modi gentili forgiati ed indottrinati secondo l’unico credo che esista al massimo livello, la venerazione di due divinità gemelle: “Denaro e Potere”.
Per il PD ogni occasione è buona per dar fondo alla botte di Sangiovese, nelle recenti amministrative sono stati trombati a Milano e Napoli dagli scomodi alleati ma loro hanno brindato lo stesso, cosi come fanno in questi giorni per la caduta di Berlusconi, nonostante non possano rivendicare nessun merito. Ha “vinto” la corrente più biasimevole e antidemocratica dell’antiBerlusconismo, TTB, Tutto Tranne Berlusconi, credo di essere uno dei pochi che non ha sorriso alla nascita di questo acronimo, sapevo che la santa alleanza non avrebbe mai potuto battere il Cavaliere, infatti quel TTB ha partorito Mario Monti, un uomo che rappresenta il potere economico del pianeta, l’unico potere in grado di fare anche qui ciò che ha fatto altrove, sostituirsi alla Democrazia con un golpe ovattato, colpo di mano agevolato dal disfattismo e dal disonore sinistro che, seguendo alla lettera le disposizioni, ha sparso fango sulla Patria. Quando il Conte Monti inizierà la sua “opera”, si scoprirà che gli Italiani non erano dei barboni morti di fame ma un popolo di benestanti da “alleggerire” finanziariamente.
Gli attacchi giudiziari, mediatici, economici e personali, siamo a livello di innegabile persecuzione, non sono riusciti a scalfire Berlusconi, a livello politico dobbiamo analizzare la verità VERA, l’ex Premier è inciampato tre volte nella sua carriera di Statista, due volte è caduto sotto il bacio di Giuda e una volta ha perso le elezioni grazie a brogli da terzo mondo, quando vinse Prodi si trovò la maniera di impedire l’accesso alle urne a centinaia di migliaia di elettori, governo successivamente andato a ramengo dopo aver, ancora una volta, depredato gli Italiani. Ergo, neanche la politica è riuscita mai a sconfiggerlo nel territorio del confronto democratico.
Berlusconi ha fatto diversi errori, come tutti in ogni dove, il più grave è quello di non aver capito che i palazzi del potere sono fogne imbiancate dove pullulano sorci infami, lo stesso dicasi per il suo approccio con l’impero mediatico. Il contadino Di Pietro si è presentato a palazzo con gli armadi pieni di scheletri ma, da ex magistrato, ha capito subito che l’unico modo per non farsi massacrare dai media consisteva nello sfruttare, senza remora alcuna, l’esercizio della querela. Dopo averne fatte a centinaia mandando per stracci diversi giornalisti si è “blindato”, infatti nessuno osa andare a spulciare nei suoi affari. Berlusconi avrebbe dovuto fare lo stesso, iniziare da subito a sporgere querele ogni mattina ad ogni riga o espressione minimamente perseguibile, sarebbe bastata una condanna “pilota” per raffreddare bollori. Questo non lo ha mai fatto, ciò ha prodotto un crescendo di assalti, tollerati anche da un ordine dei giornalisti orbo. Siamo giunti da tempo alla frontiera dell’assurdo, qualsiasi coglione può presentarsi in video o scrivere sui giornali le peggiori illazioni, non succede niente, il tutto in nome di quella libertà di stampa ed espressione interpretata come un diritto alla denigrazione altrui. Solo in Italia abbiamo assistito ad una manifestazione dei giornalisti che rivendicavano il diritto di operare nella illegalità, solo in Italia poteva esserci un santoro che all’interno di un servizio pubblico, pagato con soldi pubblici, ha condotto una guerra personale contro il Cavaliere, reo di aver posto il veto alla sua candidatura a direttore di Rai3. Solo in Italia si parla di editto Bulgaro, in Francia quel giullare di sarkozy ha fatto licenziare dozzine di giornalisti ostili ma nessuno ha mai parlato di imbavagliamento, dittatura e cazzate simili, non ci sono state manifestazioni e tutti si sono adeguati alle bizze del galletto in salsa maionese. Tanto per fare un esempio e non parlare della personale concezione di libertà di stampa che aveva Murdoch in UK. Qui è successo poco o niente ma è bastato per scatenare strumentalizzazioni e attacchi interminabili.
Berlusconi non è entrato in politica per arricchirsi, come hanno fatto tutti gli altri, nemmeno per salvarsi dalla giustizia, i processi lo dimostrano, checché ne dicano i soliti lobotomizzati, lui ambiva a qualcosa di più nobile, passare alla storia, questo gli è riuscito benissimo, tra mezzo secolo i libri di testo parleranno ampiamente di lui, di tutti questi “nessuno” che oggi fanno cin-cin non troveremo traccia. Berlusconi ha il merito di aver rotto gli schemi, ha osato mettere mano a quella mangiatoia chiamata scuola, ha ridotto l’assenteismo degli statali, ha inferto durissimi e letali colpi alle mafie, ha interpretato l’interventismo politico uscendo da quella inezia che da sempre stanziava nei palazzi, ha modernizzato ed umanizzato il potere, ha fatto qualcosa di concreto per le imprese, per i pensionati, per le infrastrutture… l’elenco è lungo, molto lungo ma i soliti strilloni continuano a parlare di bunga-bunga e pompini.
Ribadisco, il movimento antiBerlusconiano è riuscito, in lunghi lustri di menzogne, a portare molti italiani a festeggiare la caduta della democrazia e l’avvento di una dittatura economico/finanziaria, ogni tanto mi viene spontaneo riportare una affermazione: “per fare un dispetto alla mia donna mi taglio il cazzo”, il livello è questo, chi ne ha i mezzi rifletta.
Tullio Antimo da Scruovolo
TITOLO DEL POST: “arrivano i nostri… anzi, i loro…!!!”
A cena con un ristretto numero di menti pensanti, razza in estinzione, misi in tavola il mio “uovo di Colombo” dicendo: “se non riesci ad ingrandire una cosa prova almeno a rimpicciolire ciò che gli sta intorno”. Ne sono scaturiti approfondimenti antropologici di considerevole livello. Manovrare lo “zoom” sociale della comunicazione, “stringendo” e/o “allargando” arbitrariamente la linfa dei propri interessi, conferisce un potere più devastante delle insidiose armi batteriologiche. L’ingigantire il bacino d’utenza della attingente informazione non ha diffuso conoscenza, ha solo aumentato numericamente i beoti paganti. Dirottare, deviare, pilotare, manipolare eventi, ingrandendo ciò che è utile agli interessi di bottega e rimpicciolendo ciò che dovrebbe servire alla collettività, è l’espressione di una pedissequa lobotomizzazione mediatica collettiva, una rivisitazione, modernizzazione, delle propagande nazi/comuniste. L’aspetto più avvilente alberga nella incapacità dei più di sottrarre la mente alle stamperie del “pensiero reddito” che operano in trafila, a getto continuo, senza soluzione di continuità.
La produzione in serie di menti unificate produce una matarozza ossimora, l’Italia è un Paese di pezzenti alla canna del gas, pezzenti viziati, griffati, tecnologicamente evoluti, avvezzi al superfluo, obesi o palestrati, proprietari di immobili senza pari, risparmiatori e sempre pronti a partire per “staccare la spina”. Altra contraddizione che funge da cartina di tornasole in grado di identificare e catalogare gli allocchi, è credere al bue che chiama cornuto l’asino. La globalizzazione mediatica è un tappeto che copre l’immondizia, il potente impero di Murdoch sbeffeggia Berlusconi ed osanna Sarkozy, il galletto è, innegabilmente, l’uomo politico più ridicolo che la storia mondiale recente abbia partorito, per vicende private e pubbliche, il mangiabaguette al nostro Premier potrebbe solo lucidare le scarpe. Si ha paura dei potenti, è per questo che l’Italia viene sistematicamente attaccata e denigrata, con la veemente complicità di serpi aridi di orgoglio e amor patrio. Chi nasce servo vive con terrore il dover impugnare lo scettro del comando, prima dell’era Berlusconiana i politici Italiani, sul palcoscenico internazionale, hanno sempre fatto solo i “ballerini di fila”, asserviti e leccaculo.
Una Italia economicamente forte e politicamente solida assurgerebbe a ruolo di Stato leader della UE, questo scalzerebbe Francia e Germania, non solo, destabilizzerebbe equilibri consolidati di lobbies economiche che, come novelle Penelopi, fanno e disfano il destino delle Nazioni. Lo stesso recinto di protezione inventato per tutelare Italia e Spagna è una bufala colossale, il default Greco sodomizzerebbe galletti e crucchi, sono loro ad avere in tasca centinaia di miliardi di Euro in titoli Ellenici, fingono di aiutare noi per salvare il loro deretano. Le banche Italiane sono tra le più solide al mondo, checché ne dicano le agenzie di rating molto interessate e niente affatto credibili, una mafia monetaria tollerata e temuta da tutti perché, alla bisogna, connivente con tutti e in grado di ricattare tutti, interessi di logica incestuosa che hanno prodotto intrecci e grovigli difficili da dipanare.
Ritorniamo a casa nostra… la solidarietà Italiana è una penosa barzelletta che non fa ridere, qui vige il corporativismo più granitico. Servono soldi, bisogna fare cassa, la strada più OVVIA da percorrere è quella dei tagli… e che succede??? Succede che i ricchissimi e viziatissimi calciatori ritardano il campionato per non smollare il contributo di solidarietà, i teatranti sbraitano, gli Statali fanno gli isterici, alla sicurezza non bisogna tagliare risorse, alla istruzione neanche a parlarne, lo stesso dicasi per tutti gli apparati, l’impresa privata chiede una maggiore flessibilità sulle maestranze e via… scioperi generali e rivolte in vista. Ma allora questi soldi dove si possono prendere??? Ridurre i costi della politica? Demagogia allo stato puro, se i parlamentari lavorassero gratis il problema si sposterebbe dello zero virgola. In vero la strada migliore sarebbe quella di eliminare migliaia di enti, fondazioni e associazioni inutili che succhiano soldi, allineare la fiscalizzazione delle coop alle aziende normali, finirla di sponsorizzare iniziative pseudo-culturali che non servono a niente, privatizzare tutto il privatizzabile (acqua compresa), sfrattare i soliti noti da immobili prestigiosi affittati a tariffe da box-auto e metterli in vendita a prezzi di mercato… eccetera, eccetera, eccetera… Guarda caso tutte queste cose riguardano la sinistra, sono loro gli ideatori ed i gestori delle mangiatoie, degli apparati pubblici imbottiti di esuberi e pure i depositari della millantata cultura, una cultura che costa fior di miliardi ai contribuenti… Come diceva il vecchio Pinin: “onde per cui la quale… qui non si tocca niente”.
Quello che ho scritto nel capoverso di apertura: “se non riesci ad ingrandire una cosa prova almeno a rimpicciolire ciò che gli sta intorno”, è diventato, mio malgrado, vangelo per molti. Tutti sbandierano la presenza di Di Pietro alle manifestazioni per la libertà di stampa ma nessuno dice che il Molisano ha sporto oltre 350 querele nei confronti di giornalisti “curiosi”. Non si fa altro che parlare di tagli alla ricerca, di fughe di cervelli ma nessuno dice che centinaia di laureati non sono in grado di superare la prova di Italiano scritto ad un semplicissimo concorso comunale. Repubblica attacca Ricci e la strumentalizzazione del corpo femminile ma riempie i suoi inserti di donne ignude e mette on-line video porno. Comunisti miliardari e ricchissime vedove pretendono, stando in salotti esclusivi e sontuose residenze Parigine, di occuparsi dei problemi che affliggono il proletariato. Santoro manda in onda il cell di Berlusconi e poi, dopo un paio di giorni, querela un quotidiano che ha osato pubblicare il suo, la magistratura è pigra al punto tale da far scarcerare pluriomicidi ma di fronte al Premier ambisce al Guinnes dell’efficienza, della velocità e dello zelo. La satira è tale solo se colpisce il Primo Ministro, guai toccare qualche “Barone” della sinistra, si finisce in tribunale, pubblicare intercettazioni dei boiardi mancini è un reato, rendere pubblici tutti i cazzi privati dell’emisfero Berlusconiano è un diritto. Il sostituto procuratore Ingroia si mette sulle spalle la bandiera comunista ed arringa la folla comiziando contro il Governo, in un qualsiasi Paese civile sarebbe stato licenziato in tronco, in Italia questi soggetti diventano eroi. Da non trascurare l’alacre lavorio del cardinal Bagnasco, il vero “deus ex machina” della “chiesa romana spa”, che immette quotidianamente nell’etere lo stridere di unghie che grattano sui vetri, anche lui ingrandisce le altrui pecche per rimpicciolire le nefandezze ecclesiastiche.
Recentemente mi sono imbattuto in un blog, fortunatamente non considerato dai viandanti della rete, di fatto gestito da due checche nevrotiche che ovviano alla manifesta demenza ed impotenza senile osannando il tunnel della coprofagia Freudiana. L’Italia sarebbe, a loro dire, il Paese più di merda al mondo ma ben se ne guardano dall’andare ad allocare altrove dentiere e flaccidi culi. Chi può considerare “paradisi” aree del pianeta in cui il valore della vita è prossimo allo zero, i diritti civili sono calpestati, la prostituzione è la primaria fonte di sostentamento, si muore di fame e malattie normalmente curabili? La risposta è semplice e angosciante: gli amanti del “vizio low cost”. La costituzione di harem bisex viene vissuta come l’espressione di una nobile solidarietà, si, la solidarietà spermatica, in fondo di questo si tratta, né più nè meno come i “compagni” sfigati anni ’70/80 che si recavano in URSS con la tessere del PCI in tasca e la valigia piena di collant per “socializzare” con fanciulle tenute in linea da diete di regime. Sotto l’arcigno Leonid Breznev l’impero rosso era un vero eden (si fa per dire), come la storia ha successivamente dimostrato. L’aspetto tragicomico sta nel vedere con quanta acrimonia questi individui condannino le feste di Berlusconi, ex fottitori della indigenza dittatoriale terzomondista votatisi al moralismo del terzo millennio. Gli storici riempiono pagine di libri sulle problematiche sessuali di Hitler e Mussolini ma trascurano, distrattamente, alcuni particolari in red… Stalin violentava le figlie, ad esempio, Togliatti ha avuto una lunga relazione adultera “illegale” con Nilde Jotti, l’ha pure ingravidata e poi costretta, per ordine perentorio del PCI, ad un aborto clandestino, niente “bastardi” in circolazione nella oasi della integrità morale (?).
Il Big Bang ha detto stop, la fitta nebbia del pensiero “antiB” inizia a diradarsi, piovono proscioglimenti sul Cavaliere ma anche indagini a sinistra. Pur non uscendo dalle vetuste visioni ormai radicate, cominciano ad essere in molti a domandarsi come ci si possa fidare di chi non esita ad infangare la propria Patria per una manciata di voti, una ambita poltrona, qualche punto in più di share e qualche reso in meno dalle edicole. In questo Paese è in atto una guerra, tutti contro tutti, la Confindustria rivuole un governo “socio finanziatore” da mungere e sul quale scaricare le perdite agitando lo spauracchio dei licenziamenti, qualora dovesse essere accolto il ricorso contro la sentenza “lodo Mondadori”, De Benedetti ed il suo gruppo si ritroverebbero in una situazione disastrosa. Una nuova legge sulla giustizia toglierebbe alle toghe rosse velleità dittatoriali. I mercati stanno disintegrando la CGIL, la Camusso continua a pretendere di dettare strategie aziendali con i soldi degli imprenditori tentando, scientemente, di allargare le fila dei disoccupati per incolpare il Governo. Le opposizioni conteggiano i 15enni, l’obbligatorietà scolastica fino al 16esimo anno compiuto è una legge in vigore, per rendere più eclatanti i dati sulla disoccupazione giovanile. Da anni il fronte antiBerlusconiano mette in prima linea, anziché idee e proposte concrete, giullari come Moretti, Guzzanti, Benigni, Grillo, Dandini e varie compagnie da avanspettacolo. La disinformazione “sinistra” regna sovrana, Bersani è diventato una “macchietta” col suo chiedere quotidianamente le dimissioni di Berlusconi.
I problemi dell’Italia non nascono, come ho già detto più volte, dal Berlusconismo bensì dall’antiBerlusconismo, un movimento ideologico che ha fatto e fa da “tappo”, da barriera ad ogni iniziativa, ogni legge che potrebbe portare vantaggi o migliorie per il popolo viene sistematicamente bloccata se in qualche modo favorisce l’uomo di Arcore, colpire tutti per castigarne uno, questo è l’assurdo credo che ci accompagna da quasi 20anni. Alla fine del 2011 c’è ancora chi caldeggia il ribaltone, governi di transizione o di unità Nazionale??? Quale unità Nazionale??? Quella dei denigratori della Patria o quella dei papponi che manderebbero a battere la madre??? Milanesi e Napoletani, dopo pochi mesi, hanno già iniziato a pentirsi di aver eletto Pisapia e De Magistris, è facile fare il buliccio col culo degli altri. Cari Italiani svegliatevi, non mandate al governo finocchi pieni di cremine, vergini incanutite, ubriaconi da festival de l’unità e forcaioli pieni di livore, l’unica cosa che sarebbero in grado di fare è ridurre questo Paese alla fame veramente. Cosa pensate succeda se Berlusconi venisse sfiduciato??? Forse che piovano soldi??? Il benessere e la crescita di un popolo non è nel DNA dei comunisti, loro conoscono solo il livellamento verso il basso.
Tullio Antimo da Scruovolo
TITOLO DEL POST: “trame private e pubbliche virtù…”
L’immortale ed inesorabile “Terminator”, assoldato dai vincitori che vergano a proprio uso e consumo incomplete pagine di storia, è tornato a colpire, il dittatore Libico è stato giustiziato con un colpo alla testa nonostante fosse già stato ferito e catturato. Gheddafi è solo l’ultimo cadavere “eccellente” di una lunga serie, un corpo che va ad ingrossare l’area VIP di quel cimitero virtuale che ospita ex depositari di verità scomode. Mussolini, Ceausescu, Hussein, lo stesso Bin Laden, Milosevic, il colonnello e tanti altri, sono in molti a dubitare addirittura del suicidio di Hitler, hanno in comune una morte frettolosa e ambigua (l’ex dittatore Serbo è deceduto nel civilissimo carcere dell’Aia, fatalità, prima che iniziasse a parlare). Se tutti questi personaggi si fossero trovati di fronte ad un tribunale internazionale GARANTISTA dal forte impatto mediatico, adeguato ai tempi lo fu Norimberga, probabilmente, direi sicuramente, oggi studieremmo una storia recente diversa, molto diversa.
Dagli inizi del ‘900 ad oggi nessun dittatore “rovesciato” ha mai avuto la concreta possibilità di comunicare al mondo inciuci, intrallazzi, connivenze, accordi segreti e pastette varie perpetrate con Stati democratici sempre in prima linea nel condannare ed esecrare il loro comportamento. E’ tecnicamente impossibile pensare che in tale epoca, già gestita dalla macchina degli interessi allargati, si potesse dare vita e reggere in totale autonomia, per lunghi periodi, un regime autoritario senza “supporti” esterni, siano essi sul fronte politico, bellico, economico, ancor meno in aree ricche come ad esempio l’Iraq e la Libia ma non solo. Se la “pista” armamenti è di facile individuazione, per non dire evidente, quella dei forzieri carichi è molto più complessa ed articolata, spesso questi personaggi sono stati “usati” da democrazie leader per svolgere “lavori sporchi”, destabilizzare solidità ma anche fortificare fragili contesti. Sono ancora molte, troppe e ampie le zone “gestite” e “influenzate” dalle democratiche Francia, Inghilterra e USA.
Il corpo di Gheddafi ancora sanguinava e già in rete apparivano vignette, foto e didascalie sul suo rapporto con Berlusconi, “amici”, “alleati”, “soci” e tutta la solita ribollita. Credo sia intellettualmente onesto precisare che le basi per dare vita ad un “idillio” Italia/Libia siano state gettate da Prodi, è altresì importante ricordare che gli interessi economici privati del defunto dittatore non hanno mai avuto niente a che fare con l’universo Berlusconiano. Per coloro che non lo sapessero… i “soci spaghetti” del colonnello sono stati Unicredit, Finmeccanica, De Benedetti e la famiglia Agnelli, dico “sono stati” e lo dirò fin quando non si avranno notizie ufficiali sul destino di questi cospicui investimenti.
Sulla sponda prettamente analitica la rapida capitolazione e successiva dipartita del “tiranno” non è da accogliere con euforia. Lo scenario che si prospetta è poco allettante, la miriade di fazioni contrapposte alleatesi solo per abbattere il nemico comune hanno già iniziato a rivendicare pezzi di territorio e dominio. Fronti ben armati e agguerriti determinati a non smuoversi dalle loro posizioni né rinunciare a malsani obiettivi, non credo sia assurdo ipotizzare lotte intestine capaci di trasformare la Libia in una nuova Jugoslavia. Un altro inferno che produrrà, lutti, fame, profughi e devastazioni con l’ovvio, finale, direi dovuto, intervento “umanitario” armato.
Probabilmente non sapremo mai, comunque non in tempi stretti, il perché F, UK e USA abbiano agito con una inspiegabile fretta armata quando l’opzione più razionale sarebbe stata quella di incentivare un percorso di media, breve durata, verso quella democrazia che per attuarsi nel suo essere necessita di progressivi traguardi facili da metabolizzare e infondere quella voglia di adeguamento e crescita civile totalmente priva di traumatizzanti eventi cruenti.
Non so se sia giusto parlare di “cupole” e “sotto-cupole”, di fatto ci ritroviamo sempre a constatare che coloro i quali, a livello politico ed economico, escono dalle grazie dei poteri forti mondiali o, più realisticamente, si trasformano in pericolosi depositari di verità cecchine, vengono sistematicamente “terminati”. Possiamo certamente considerare veritiera, senza tema di smentita, la finzione cinematografica che narra la caduta degli “dei” causata da mani e menti “amiche”.
Tullio Antimo da Scruovolo
PS: questo testo, titolo e firma compresi ma senza ps, è composto da “666” parole.

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