15 Mar 2010 @ 7:36 PM 

cicciolina-findus

La settimana della “donna” si è chiusa alla grande, dai bagordi vomitevoli di lunedì si è giunti, venerdì sera, all’assurdo, dopo poche ore che il TAR del Lazio ha riammesso i talk show sulle televisioni commerciali, La7 manda in onda “effetto domino”, file rouge della serata: “il fatturato della pornografia”, una squallida manfrina che di fatto si è trasformata in uno spottone antiBerlusconiano, una sorta di monologo mal recitato da Gad Lerner (celermente collegato da studio), l’Adone dislessico raccomandato da Abramo (non esiste nessuna logica commerciale capace di spiegare l’esistenza del suo programma, visti gli ascolti), con la faziosità ed il livore che da sempre lo contraddistinguono, ha ridotto i 2.000.000.000,00 di euro annui, più indotto, che il sesso “gira”, ai compensi percepiti dalle bagasce che “ravvivavano” le festicciole del Premier. Ovviamente si è ben guardato dal menzionare Marrazzo e morti ammazzati al seguito, sindaci Bolognesi e bla bla bla. Altro che censura e libertà di informazione, in minieeeeeeeeeeeraaaaaaaaaaaaa!!!! Le vittime dei mercanti di schiave meritano solidarietà e comprensione, siamo d’accordo… ma qualcuno dica al Dott Lerner (un intellettuale che si è fatto riprendere da Signorini per aver detto un strafalcione in latino) che fare la “escort”, cioè baldraccare a botte di migliaia di euro, è un “mestiere” voluto e non imposto, le differenze non mi paiono minime. Vittimizzare quelle che vivono nel lusso e che introitano esosi capitali esentasse… sarà pure politically correct ma di fatto significa essere ingenui o in malafede, volando basso

In questi giorni si è letto e sentito di tutto, immense cazzate e poche cose in grado di indurre a riflessioni seriose, tanto per cominciare vorrei che qualcuno/a mi dimostrasse, carta in mano, l’esistenza di contratti di lavoro che, a parità di mansioni e livello, penalizzino le donne, al limite se c’è una discriminante è quella “paternità” riconosciuta solo parzialmente. E’ ora pure di finirla col teatrino del mobbing, sono innumerevoli  LE “capo-ufficio” capaci di far impallidire Crudelia Demon, spesso le donne che esercitano il potere si trasformano in sadiche arpie, per non parlare di avvocatesse frustrate e incazzate con la vocazione di depredare ex mariti, a prescindere. Vigilesse ecc. ecc.

La natura non ha dato alle femmine i coglioni per un semplice motivo, se li sarebbero tagliati da sole, è diventata tediante quella solfa che raffigura una donna che deve gestire la casa, la carriera e quattro figli… ma chi ti ha obbligato??? Nella vita si fanno scelte precise, l’avere tutto è una concezione tipica dell’universo femminile, l’importante è che poi non si lamentino se non hanno niente, tanto per dar ragione ad un noto proverbio.  E’ un circolo vizioso che da qualche anno ha preso a manifestarsi nelle realtà quotidiane, che senso ha sfornare figli che non si possono seguire? Perché procreare vite da affidare a cure di terzi salvaguardando lavoro, carriera, hobbies, passioni, amanti, ecc. ecc.? La rivendicazione dei diritti non può e non deve cannibalizzare i doveri.

Non ho intenzione di scrivere un post misogino ma neanche di farmi prendere in giro scientemente, è troppo comodo evidenziare alcune cose tentando meschinamente di nasconderne altre, in questo paese le donne hanno poco da lamentarsi. Veri esseri “mutanti”, sicuramente oggi la Sfinge ad Edipo avrebbe chiesto: “qual è quell’animale che al mattino fa la femminista con Repubblica sotto il braccio, al pomeriggio va a farsi frustare e chiavare dall’amante e alla sera fa la mammina apprensiva e la mogliettina timorata?”. Coraggio, è facilissimo. Gli uomini che hanno una predilezione per le donne sposate sanno benissimo cosa  arriva ad inventarsi una moglie/mamma per non perdere una “sessione” con l’amante, non generalizzo assolutamente… ma perché certe cose non si leggono mai? Quanti altri secoli deve durare sta recitina del sesso debole? Piccoli agnellini braccati e predati da lupi famelici… non ci crede più neanche il mio cane.

Diciamola tutta, una volta per sempre, il “woman’s world” rappresentato è una merdata di falso storico, le donne puntano alla gestione subliminale del potere, subdola arma la cui efficacia è stata collaudata nei secoli, metamorfosi striscianti, mele tendenziose, falsi peccati, fragili blindature, corazze di nutella… non abbocca più nessuno, o quasi. Sarà pur vero che se le donne sono mignotte gli uomini sono cornuti ma… un bravo ragioniere non ci mette molto a capire chi ci guadagna…!!!

Se Iddio avesse dato ad Adamo, anziché Eva, un recinto pieno di cagne latranti… studieremmo una storia più realistica… meditescion plis…!!!

Tullio Antimo da Scruovoloocchi ok ingrandito

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Ultima modifica: 15 Mar 2010 @ 07:55 PM

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 07 Mar 2010 @ 9:14 PM 

divani e patane

Da quando la computerizzazione è approdata nel mondo degli audiovisivi ci ritroviamo ad assistere, in tv e al cinema, a spot pubblicitari Marziani degni dello Spielberg più in “tiro”, per contro, alcuni creativi nostrani evidenziano la volontà di cavalcare il “ciucciariello” dell’ovvio. Mi domando quante notti insonni, quanti caffè e quante aspirine…  ci sono voluti a certi copyrighters per riuscire a chiamare una fabbrica di salotti: “Divani & Divani”…  per non parlare della fantasia di quelli venuti postumi che hanno battezzato la concorrenza: “Poltrone & sofà”, mi risulta esistano pure “Poltrone & Divani”, “Poltrone & Poltrone” e varie ed eventuali… E’ notorio che anche i cattivi maestri fanno scuola, quindi non stupitevi se all’ingresso di qualche magazzino ortofrutticolo del nord leggete la scritta: “Patane & Patane”. Titolare… un emigrante coatto della Capitale, “self-made-man”, probabilmente  non ancora perfettamente integrato con la lingua del Sommo Poeta ma dotato di un’altrui fiducia che ha un fondamento logico saldamente ancorato nel praticello della speranza.

 Non c’è da sforzarsi per immaginare quali potrebbero essere i “logo” di ipotetici bordelli legalizzati, una vera conquista sociale volutamente evitata (anche la questione fiscale non è roba da ridere, in Australia alcune catene di “case di piacere” sono quotate in borsa). Ci imbatteremmo in insegne con su scritto cubitalmente: “Vulve & Vulve”, magari: “Clito & Clito” in carattere gotico, eccedendo in fantasia si potrebbe addirittura arrivare ad un: “Ani & Capezzoli” che scorre su un pannello luminoso. Per par condicio è giusto considerare anche qualche cooperativa di “gigolò”, mestiere sempre più in auge, ragioni sociali poco originali ma esplicite, sarebbero…: “Glandi & Lingue” , Turgido & Turgido”, più criptato: “Scope & Spazzoloni”. Per evitare fraintendimenti si sconsiglia: “Mocio & Mocio”. Il vero problema, visto sotto la mia personalissima ottica, è che i novelli urlatori della “new communication”, in totale contraddizione con le conquiste tecnologiche, hanno abbracciato il credo del “riciclo storico” facendo una ignobile “scarpetta” nelle “reclame vintage” in bianco e nero.

 A ben guardare, tutto ciò ha un qualcosa che riporta effettivamente indietro negli anni. Quando è nata, la televisione, aveva l’ardua incombenza di comunicare ad un popolo poco alfabetizzato, evoluzione quasi embrionale si… ma tantissima voglia di crescere ed imparare, volano fondamentale, in men che non si dica si sono raggiunti livelli degni di nota. Oggi c’è la stessa esigenza di allora ma il target dell’utenza è molto diverso, il “parlar chiaro”, non solo in alcune pubblicità, è diventato necessario e redditizio per farsi capire dai milioni di stranieri che vivono in questo Paese, spesso “reticenti” ad assimilare alcuni concetti. Questo provoca un “isolamento intellettuale”, uno spermatozoo con tanto di “tocco” sulla testa che si appresta a fecondare l’ovulo dello “snobbismo stratificante”. Esiste una “casta”, come suol dirsi, con la puzza sotto il naso (evidentemente sofferente di alitosi) che sfanga la giornata spalando merda su tutto e tutti (lo facessero nelle stalle con la pala in mano ragionerebbero meglio). Tutto questo crea un pedissequo e anomalo punzecchìo psichico, per meglio dire, evidenzia alcuni “fenomeni di fisica” che manco lo stralunato Albert avrebbe potuto spiegare.

 Tentiamo di capirci qualcosa, da una parte ci sono quantità oceaniche di persone che guardano i reality, San Remo, le fictions, i talents show, ecc… ecc… Dall’altra c’è un drappello di “menti eccelse” che salta da un talk all’altro per dire (beneficiando di assegni obesi), in modo forbito, che sono programmazioni del cazzo seguite da un popolo di coglionazzi (amo i Francesismi). Evviva la libertà di pensiero, questo (passatemi l’accoppiata) mi ricorda Berlusconi. Stravince ovunque ma nei bar, negli uffici, nelle palestre… in pochi ammettono di votarlo, le trasmissioni di cui sopra deflorano l’imene degli ascolti spostandolo ad ogni edizione… ma nei bar, negli uffici, nelle palestre… in pochi ammettono di seguirle. Anche uno studentello delle medie inferiori sa bene che tutto ciò si chiama “ipocrisia”, forse si dovrebbe parlare di “schizofrenia” da comunicazione “perniciosa”, preoccupa molto questo espandersi di un “modus operandi e pensandi” che porta a dividere fingendo di aggregare, è accettabile pure la definizione contraria… Tanto per non farsi mancare niente ed indurire la sugna. Davanti ad un caffè: “Ieri sera hai visto il Grande fratello?, “Chi, io? Non scherzare, ho visto un DVD stupendo, un documentario sulla steppa del Kirghisi e tu?”, “Io sono andato in un circolo culturale ad ascoltare alcune poesie recitate in Gujarati”, “Bene, in tv ci sono solo becere idiozie per il popolo pecorone”, “Hai ragione, beh… è tardi, devo scappare, senza di me in ufficio si blocca tutto”; …peppepperepeppeppe… “Pronto?… ah, sei tu?… cazzo, te l’ho scritto via sms ieri sera tardi… in finale ci sono Mauro, Cristina, Alberto e Giorgio… no, il frocetto l’hanno eliminato… tu per chi voti?”

 Auspicando l’estinzione di questa “razza” composta da “pensatori per delega”, mi pongo un interrogativo… Quando  la ruota panoramica si ferma e le luci del luna park si spengono… cosa sarebbe più opportuno  scegliere? il: “life is now” della multinazionale Vodafone, incomprensibile alla massaia di Acquapozzillo?… oppure il: “Patane & Patane” del panzuto Sor Achille??? Ai posteri, anzi, ai “posters” la facile sentenza.

 Tullio Antimo da Scruovolo

occhi ok ingrandito

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Ultima modifica: 07 Mar 2010 @ 10:03 PM

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 23 Feb 2010 @ 10:33 PM 

 

trav blog

La crisi economica mondiale, nella sua tzunamica devastazione, si è impunemente arrogata l’ardire di comportarsi come la “livella” del Principe Antonio De Curtis, non ha graziato nessuno, banche, riccazzi, imprenditori, furbetti del quartierino, dipendenti e…  neanche un “life coach” scafato e richiesto come il sottoscritto… Azz…!!! E così per mantenere il mio “modestissimo” standard di vita mi sono visto costretto, mio malgrado, ad arzigogolarmi per dar linfa ad emolumenti integrativi al fine di alleggerire e diversificare il rischio d’impresa. Per farla corta e per farla breve… dall’autunno scorso ogni domenica mattina, tra la fine della messa e l’inizio del pranzo (?), vado a fare il “ragazzo immagine” in un ospizio, ballo e mi dimeno come un capitone su un tavolo del refettorio indossando solo un perizoma tigrato (il mio nome d’arte è Sandokan), portando un raggio di luce ed una nota di felicità, nonché una ventata di “giovinezza” nel sopraggiunto tramonto degli astanti, i nonnetti mi incitano speranzosi confidando nella mia capacità di scardinare “casseforti” spargendo quantità industriali di feromoni . Il “numero” non dura molto, devo tenere d’occhio le coronarie delle mie fans e quindi non posso esagerare, ho un assistente nano con la gobba che alla fine passa, cappello in mano, a raccogliere l’obolo tra la quarta età ringalluzzita [lo faccio anche per lenire la loro fame (l’arrapamento crea inappetenza) e rendere meno sgradevole quella schifezza di rancio, fatto con le unghie di scrofa, che il convento passa]. Poiché il mio cuore tenero mi “Brachetta” in  magnanimo portandomi a capire perfettamente l’indigenza causata dalle esosissime rette da elargire alla struttura aguzzina, ho deciso fin da subito di non essere retribuito in denaro ma bensì con “oggetti” di varia natura, chiamiamoli manufatti in disuso, vecchie dentiere, occhi di vetro rotti, protesi ortopediche obsolete, “padelle” arrugginite, “pappagalli” muti bucati, ecc… ecc… Chissà perché mi era venuto in mente di aprire un “outlet” (azienda nell’azienda) del “silver vintage”, come dire? Immagazzinare materiale da rivendere ad “ispirati inspiranti” creativi che tanto hanno a cuore il realizzare installazioni artistiche tremendamente sensibilizzanti [lo dicono loro ed i critici in acido, io non c’entro un “fallo” (sostantivo)].

 Oltre al vario ciarpame nel cappello trovo sempre dei bigliettini scritti con grafia incerta (provateci voi a scrivere una frase in pieno ballo di San Vito), poesiole e colate di melassa che inoltro istantaneamente a Federico Moccia, il suo prossimo film si intitolerà: “Tre cateteri sopra il cielo”. Il trend narrativo ruoterà intorno ad un plot fondamentale per la conservazione della specie, finalmente capiremo  la sostanziale differenza tra “duro” e “secco”. Alcune domeniche orsono, mentre inventario il contenuto del Borsalino, all’interno di una confezione di stracchino leggo: “Sandokan, la notte ti penso e scarico”, rimango alquanto perplesso. Siamo veramente in pochissimi a chiamare in questo modo l’orgasmo femminile [il copyright è di De Sade, in fase orgasmante l’uomo “sperma” (verbo) e la donna “scarica”], mi riprometto di indagare la domenica successiva, per non scordarmelo penso di farmi un nodo all’uccello ma visto che manca una settimana rinuncio all’insano proposito ed opto per un itterico post-it. Si sa, il tempo vola e dopo appena sette giorni, guarda un po’, è di nuovo domenica. Torno all’ospizio e, mentre indosso il costume di scena dietro un paravento copri-morto, sbircio con un occhio tra il pubblico borbottante e lagnoso per tentare di individuare l’autrice della missiva laida, impresa ardua. Chiamo il nano ingobbito e gli ordino di abbinare volti ad eventuali bigliettini, mi risponde con un cinghialesco grugnito di assenso, esco dal paravento e dopo due volè ed un salto mortale all’indietro… mi ritrovo sul solito tavolo ad esibirmi sulle note di “che bambola” del compianto Fred Buscaglione. Finisco la performance e corro a rivestirmi mentre il troll compie la solita questua come un sacrestano in chiesa, mi raggiunge, afferro il cappello e… cazzo… manco un biglietto, chiamo l’infermiera-sorvegliante modello “sturmtruppen-venuta-male” e le chiedo se in settimana ci sono state dipartite, interpreto il suo scuotere il cranio orizzontalmente come un no.

 Pensare ad una novantenne che asserisce di “scaricare”, immaginando di palpare quel pacco che mi fa sempre arrivare in ritardo agli appuntamenti (prima di uscire ho l’abitudine di farmi il bidè, siccome ho tanto materiale da lavare, ci metto il tempo che ci vuole), solletica non poco la mia curiosità. Sia chiaro, nessuna tendenza gerontofila ma devo scoprire chi è, l’anagrafe non mi aiuta, so bene di avere poco tempo e non posso rischiare che la vice-morta venga tumulata con i suoi segreti. Quando ero adolescente spesso “tiravo il collo al galletto” leggendo Lucifera ma, tra un “cinque contro uno” ed un “martelletto”, non disdegnavo Alan Ford, infatti rimembrando l’arguzia di quell’accozzaglia di detectives denutriti capaci di risolvere anche i casi più difficili… elaboro una strategia investigativa. Siamo in Italia, quel bel paese che i “giornaletti” di Murdoch definiscono “la patria della corruzione monetaria e sessuale”, per quanto l’Australiano mi stia simpatico come un topo di fogna che scambia i coglioni per il cubo di rubik decido di provarci. Indosso un paio di stivali da cavallerizzo, un soprabito color crema, un cappellaccio nero, occhiali scuri formato parabrezza e mi reco all’ospizio, ovviamente sotto sono completamente nudo. Mi aggiro furtivo negli squallidi e disadorni corridoi del “pre-camposanto” finchè non mi imbatto nella “sturmtruppen-venuta-male”, più volte ho colto i suoi piccoli “faretti” posarsi sulla “tigre”, appena le sono di fronte apro il soprabito come un maniaco da parco… l’iceberg rimane immobile per qualche nanosecondo, le sue fessure visive si iniettano di sangue, il suo volto s’impaonazza, un rivolo di bava prende a colarle dal lato “sinistro” di quella sgarrazza orizzontale che dovrebbe essere la bocca, divarica istintivamente le gambe cilindriche come volesse aprire una inferriata… l’impegno profuso dalla mia mammina nel farmi “maschio” ha colpito ancora. Dopo pochi minuti e spudorate promesse mendaci che non manterrei manco in regime di 41bis… accedo all’archivio “ospiti”,  perdindirindina… molte “vissute” sono di Arcore, mi concentro sulla situazione, rifletto, ipotizzo, considero, elaboro… ordino all’uomA, ormai asservita e sbrodolante alla stregua di una bacinella bucata, di portarmi una gazzosa ed una crostatina del Mulino Bianco con marmellata di albicocca, la tensione nell’aria si potrebbe tagliare con una motosega, la buglia mi serve le vivande abbozzando uno stomachevole sorriso di complicità, il suo appena accentuato strabismo di Venere (ha un occhio che guarda in Svizzera e l’altro che scruta il deserto del  Marocco) mi illumina sul da farsi. A volte gli inquirenti devono rabastare in merde apparentemente contraddittorie, mi tappo il naso (di certo non per mascherare la voce) e telefono a Marco Travaglio… Lui è il biografo ufficiale di tutti quelli che sono passati da Arcore negli ultimi 25 secoli…

 To be continued… may be, this is a message code

 Tullio Antimo da Scruovoloocchi ok ingrandito

Scritto da: sdat
Ultima modifica: 28 Feb 2010 @ 07:16 PM

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 17 Feb 2010 @ 4:20 PM 

Vezzi & lazzi trendy

Ho sempre fatto mio l’aforisma dello zio Giulio: “Il potere logora chi non ce l’ha”, sarebbe da lobotomizzati dissentire ma lo sarebbe altresì ignorare l’effetto delle sinapsi che in alcuni cervelli il medesimo provoca. La Signora Anna Wintour, Deus ex machina di Vogue America (la Bibbia della moda) ma sostanzialmente catalogabile come una tardona in evidente carenza da “scarico”, ha trasferito le perdute sindromi premestruali dall’equatore al polo nord producendosi in un delirante atteggiamento di onnipotenza dichiarando: “starò a Milano solo tre giorni”. La kermesse modaiola della “Madunina” dura da sempre una settimana, ergo… stanno tutti ammazzandosi per riuscire a sfilare in tre giorni al fine di soddisfare i capricci isterici della regina dell’effimero, sicuramente una struki saffica, aria fritta sì… ma impanata, ci aveva già provato con i sarti Francesi ma questi, meno azzerbinati dei nostri, l’hanno mandata serenamente a dare un contributo al ciclo biologico (cioè a cacare), Armani si è ribellato, presto avremo modo di verificare quanto sarà accolto il suo appello a far rientrare le lingue sberliccanti che vivono nell’assurdo credo di cassare il proprio talento attraverso i consensi della “jena ridens”, negli States esiste un agguerrito comitato che si sta alacremente adoperando per mandarla a pulire i cessi delle stazioni di servizio, veri e propri merdai fetidi capaci di neutralizzare anche una tanica di Chanel n°5.

A parte questa patriottica introduzione ciò che mi preme evidenziare in questo post è un’anomalia planetaria, i dettami della bellezza femminile sono “vergati” da frocioni e lesbiche, il parere dei maschi praticanti (i veri utenti) non conta, ricchioni e lappafiche si arrogano il diritto di farci considerare bella e sexy ciò che loro, con occhi tutt’altro che obiettivi, definiscono tale. La “vessata questio” non nuota solo nelle putride acque dei meri interessi di bottega che potrebbero pure avere una logica commerciale, c’è di molto peggio: “il transfert Freudiano”. Una proiezione onirica materializzata sadicamente sul sentiero di Cassandra, fisici anoressici aggrucciati a sguardi spenti, falsamente glaciali e stantii come il pack, a guardar certe modelle viene da grattarsi i coglioni e magari pure toccare ferro. I “profeti” del glamour tendono alla idealizzazione Prustiana, icone improponibili elevate a feticcio senza materia, praticamente ciò che loro vorrebbero essere, figure smolecolarizzate da venerare come divinità assolutamente non emulabili.

Assemblare lembi di stoffa in modo da nascondere difetti ed evidenziare doti estetiche naturali o artificiose… sarà pure una forma di artigianalità apprezzabile, non a caso gli Italiani primeggiano, ma da qui alla gestione della fisicità collettiva ne passa… quanto ne passa. Personalmente credo che il fenomeno della moda faccia leva sulla omologazione spersonalizzante di alcuni ceti, una guerra persa in partenza, gli uomini sono tendenzialmente feticisti, amano le calze femminili in tutte le loro varianti… bene, da anni i “lookologi gay” impongono alle donne di non indossarle , anche con due metri di neve, le galline eseguono ubbidienti. Chissenefrega del freddo, affanculo i collant 7.500 denari… e giù col trancia-epil e cremine, lampade e massaggi. A dire il vero esistono anche aspetti positivi, la nudità impone l’eliminazione di calli, duroni e unghie incarnite, varici, pelazzi irti e setosi nonchè quelle cicatrici sulle ginocchia che ricordano momenti dell’infanzia passati a tentare di imparare ad andare sui pattini e rotelle.

Mi piacerebbe sottoporre a torture da santa inquisizione colui o colei che ha avuto l’infame pensata di far passare per “must” la depilazione parziale o totale del “velluto pubico”, già negli anni andati il progressivo rimpicciolimento dei costumi era strettamente collegato a sempre più ampi disboscamenti, spesso fatti in proprio con il rasoio bic del marito già strausato, taglietti, brufoli ed irritazioni inguinali non erano certo più guardabili o gradevoli di un ciuffetto anarchico voglioso di luce che sfuggiva alle rigide regole del bordo-slip. La fica glabra è di una tristezza unica, sia al tocco sia visivamente, ma cos’è quel pezzo di bollito con quella ferita slabbrata e raggrinzita??? Il pelo ha qualcosa di misterioso e complice, ti fa capire da lontano se una donna non porta le mutande, segnala ai polpastrelli che sei quasi sull’obbiettivo, ti consente di scoprire gradualmente le fattezze anatomiche di quel Sesamo che tanto turba e attrae. Oltre tutto “u pilu” ha pure la caratteristica di essere sincero, quante volte ci siamo imbattuti in bionde platinate con tanto di fregna nero corvino? Le rosse naturali nude sono uno spettacolo, una pelle lattea punteggiata da efelidi e quel cespuglietto messo li a far pendant con i capelli…!!!

Esimi “evangelisti” del trendy, passino le minigonne con gli anfibi, gli zatteroni, gli stracci “artistici” e tutte le altre vomitevoli pirlate che vi inventate per fame di “pesce” e gloria ma… la fica non dovevate toccarla, solo la mente di un “recia” devastata dall’invidia poteva partorire una simile onta nei confronti dell’immaginario erotico maschile. Aridatece er pelo.

Nella mia esistenza mi sono impegnato nel volontariato su più fronti, anche in quello di riportare sulla retta via un “finocchione” che si avventurava in spudorati tentativi di seduzione nei miei confronti, il suo credo si basava su due concetti precisi: “perché l’uomo passa la vita a tentare di rientrare in un buco dal quale, per uscirne, ha impiegato ben nove mesi???”; “la fica, come ci si può fidare di una cosa che sanguina per giorni e giorni senza morire???”. Ad onor del vero ha fatto anche alcune considerazioni su esalazioni, perdite e parcheggi da “disco orario” con tanto di marmitta inquinante…!!! Non è semplice rispondere a tali quesiti senza prodursi in acrobazie dialettiche, ho tentato di abbozzare teorie sul “ritorno a casa” e sulle “purificazioni” quasi di concezione mistica ma non sono riuscito a convincerlo.

 

Tullio Antimo da Scruovoloocchi ok ingrandito

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